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MILANO, 30 aprile 2007 - "Il Manchester si batte giocando come il primo tempo dell'Old Trafford, con carattere, personalità, fiducia". A due giorni dal match di ritorno contro i Red Devils, Kakà affonda ufficialmente nel clima, disegnando lo scenario di San Siro, lungo la rotta che porta ad Atene. "Purtroppo nella gara di andata - ha spiegato il brasiliano a Radio Italia - ci è mancato il secondo tempo, abbiamo avuto paura e siamo stati penalizzati".
PERICOLO ROSSO Il Manchester fa paura. Ed è giusto così. Kakà avverte: "E' una squadra forte, ha un contropiede veloce, ha degli attaccanti che fanno grande movimento, per di più sono una squadra giovane. Serve un'impresa come contro il Bayern, ma questa volta abbiamo un vantaggio, giochiamo in casa, sarà un bello spettacolo".
IL BENE DEL MILAN Sul Pallone d'oro frena: "Io cerco di vincere con la squadra, i premi individuali vengono dopo e, eventualmente, di conseguenza. Al Pallone d'oro non penso. La priorità è il bene del Milan, anche quando si tratta di giocare con una sola punta. Faccio sicuramente più fatica, ma con questo modulo la squadra gioca talmente bene che mi obbliga ad adattarmi e di dare il massimo".
APPELLO AI TIFOSI Come ha fatto Gattuso sul Corriere della Sera, Kakà ha chiesto ai tifosi del Milan di aiutare la squadra contro il Manchester United. Il brasiliano, come scrive il sito dell'Uefa, è rimasto impressionato dall'atmosfera dell'Old Trafford nella partita in cui lui ha tenuto a galla il Milan con una splendida doppietta. "La partita all'Old Trafford è stata un vero spettacolo e sono convinto che il ritorno sarà altrettanto bello, forse anche più bello dell'andata. Sono rimasto impressionato dell'atmosfera all'Old Trafford - ha aggiunto -. All'intervallo i tifosi non hanno smesso di incitare la loro squadra nonostante noi fossimo in vantaggio per 2-1. Sono sicuro che i nostri tifosi mostreranno lo stesso spirito. La nostra stagione non è stata facile ma i tifosi ci hanno sempre sostenuto".
Il campione brasilaino Kakà, oggi, ha parlato in esclusiva ai microfoni di Milan Channel. Ricky ha parlato della squadra, del momento, della sua condizione, di quella di Gattuso, in vista della partita di ritorno di Champions League: la semifinale contro il Manchester United. Lo spunto per parlare del suo momento magico lo ha dato il confronto con Cristiano Ronaldo, vinto inesorabilmente dalla stella rossonera: "Sono felice e onorato di aver ricevuto questo riconoscimento, di essere considerato dai tifosi meglio di Cristiano Ronaldo, ma ciò che conta sono i risultati finali. Per questo cercherò di fare di tutto perchè la squadra possa arrivare più in alto possibile. Ci tengo tanto ad arrivare in finale".
Per raggiungere la finale di Atene, però, sarà necessario superare gli inglesi a San Siro e un supporto importante potranno e dovranno darlo i tifosi: "Saranno fondamentali. Lo sono stati tutte le volte che abbiamo giocato in casa. I nostri tifosi ci sono stati vicini in questa stagione difficile e non mancheranno di farlo anche nella prossima partita".
Kakà, in Inghilterra, è stato soprannominato 'Samba-boy'. Il numero 22 ha apprezzato: "E' una definizione curiosa, perchè richiama il ritmo della musica, del samba...l'unica cosa è che io non so ballare!".
Dopo la semifinale di andata, giocata a Manchester, i complimenti sono stati molti per il fantasista, dai compagni a Galliani al presidente Berlusconi. A domanda "Quale ti è piaciuto di più?", Kakà ha risposto così: "La cosa che mi è piaciuta e che mi ha colpito di più?...che possiamo vincere la prossima partita. E' una cosa che ci trasmette fiducia. Si, di complimenti ne ho ricevuti tanti, ma la cosa più importante è pensare alla partita decisiva. Io mi sento molto bene, sono in forma nel momento più importante".
Infine un appello a Rino Gattuso, affinchè possa recuperare per mercoledì sera: "Certo che il dolore alla pianta del piede non è facile da far passare e da sopportare; è un dolore fastidioso, ma mi auguro che Rino possa esserci, anche perchè ci tiene tanto quanto me".
Discutíamos quién es el mejor futbolista del mundo y, cuando Kaká aventajaba a Cristiano Ronaldo, apareció Rooney para reclamar su condición de barrilete cósmico. Porque este muchacho, recortado y compacto como una bombona de butano que alguien hubiera lanzado al viento, es otro jugador formidable en la edad de los prodigios: 21 primaveras, ocho meses más joven que Cristiano y cuatro años menos que Kaká. Si lo olvidamos por un instante, pedimos perdón para siempre.
No pretendo decir que por haber marcado dos goles, Rooney iguale el fabuloso talento de Cristiano Ronaldo o el genio poético de Kaká. No, sería como comparar un martillo con un bisturí. Pero creo que tal vez habría que modificar el debate: la cuestión no es quién es el mejor futbolista del mundo, sino quién juega mejor al fútbol. Y así nos caben ángeles y demonios, apolos y retacos, guapos, feos y el empeine de Paul Scholes.
Ya lo ven, el partido resultó tan fabuloso que nos dio para reflexiones así de místicas. No es casualidad jugar las semifinales de la Champions y lo es menos llamarse Manchester United y Milan, las alas del momento y el peso de la historia. Es en un duelo así, en Old Trafford, cuando un futbolista le explica al mundo quién es y cómo se escribe. Lo hizo Fernando Redondo con un regate de tacón y lo consiguió Ronaldo años después con un hat-trick memorable.
Anoche fue el turno de Kaká. Y su situación no era sencilla, porque la explosión de Cristiano Ronaldo ha aligerado su fama de heredero, hasta convertirlo en príncipe de un puñado. Sin embargo, en el día y en la hora, entre el ruido de un encuentro que sonaba como las espadas de Camelot, Kaká surgió para rescatar a su equipo y para rescatarse a sí mismo. A los cinco minutos, el Milán ya perdía 1-0. Dida había empujado a la red un cabezazo de Cristiano Ronaldo y su equipo se veía totalmente superado por las acometidas de ese Manchester y de ese público. Fue entonces, al calor del infierno, cuando Kaká galopó hasta Van der Sar y le batió raso y cruzado, medio suave, imposible arriar tantos metros de portero en tan poco espacio.
No tardó en repetir. Como respuesta a un zurdazo de Cristiano Ronaldo, Kaká se deshizo de tres defensas, que chocaron como los policías de Charlot, y volvió a marcar por bajo profundo. Dio gracias al cielo y Old Trafford se dio por aludido y aplaudió. No es un estadio: son 76.000 hombres justos.
Confianza. El Milan se sintió como en casa. Y no es raro, porque el club fue fundado por un inglés, por ese motivo no se llama Milano (como se denomina la ciudad en italiano). Fue un error creerse seguro. Como también fue un desastre perder a Gattuso, que son los pies sobre la tierra, la conexión con la caverna. El Manchester continúo insistiendo, casi siempre inclinado del lado de Cristiano Ronaldo, que arranca motos y ovaciones, pero al que le puede la impaciencia y el ansia. Es Supermán, pero aún debe controlar sus superpoderes.
El Manchester tardó en descubrir que tiene más. Por ejemplo, al mejor pelirrojo del mundo, Paul Scholes, un centrocampista soberbio. Su modo de activar a Rooney con un pase de tobillo y empeine que salvó en globo la defensa milanista fue sublime. Tampoco fue malo el gol de Wayne.
Con una sucesión de ocasiones e impulsos heroicos se completó el tiempo reglamentario, reculado el Milan y tan volcado su enemigo que merecía gloria. Y la tuvo. Fue un latigazo de Rooney, un disparo sin armar la escopeta, un zas. Dida se lo comió, pero venía dulce.
Era lo más justo en el lugar más justo. El broche perfecto para un partido inmenso, una riada de fútbol tremendo y emocionante, con los mejores jugadores del mundo disputándose el trono. Pasó todo y no pasó nada. San Siro tiene la última palabra. Gran juego este.
ASCOLI, 18 aprile 2007 - Da una parte un numero a due cifre di piedi buoni, spesso raffinatissimi. Lo vedi dal capannello che si forma per la "conta" che si deve fare in occasione delle punizioni dal limite: Pirlo, Kakà, Seedorf, Ronaldo, perfino Oddo... Dall'altra una squadra affamata di punti e comunque generosa e orgogliosa, con tanti emergenti desiderosi di non sfigurare. RONIE IRRESISTIBILE - Così Ascoli-Milan non poteva che offrire grande spettacolo. In avvio Ronaldo è tanto irresistibile quanto concentrato a lavorare innanzitutto per la squadra. E' lui ad avviare la goleada regalando a Gilardino un delizioso assist a pallonetto per il primo gol e procurando il rigore a Kakà con una travolgente azione personale. Poi si va avanti con Gila puntuale anche sul cross di Jankulovski e con Kakà spettacolare al tiro dalla distanza. Dall'altra parte però l'Ascoli non crolla: anzi trova un trascinatore in Guberti, che prima procura il rigore per Di Biagio, poi va in gol con un diagonale velenoso. LA RIPRESA - Così anche Sonetti non demorde, e nel secondo tempo gioca la carta Fini. Col fantasista in campo l'Ascoli osa anche di più, trovando ancora un gol con Paolucci che l'arbitro annulla per un fallo. Ma la partita si mantiene divertente, pur senza i fuochi d'artificio del primo tempo. Ronaldo cala fisicamente e viene sostituito, i bianconeri continuano a provarci ma cozzano contro un Nesta superlativo. Mentre dall'altra parte, non appena si impugna il pennello, torna il gol: lo costruiscono di fino, alla mezzora, Pirlo e Seedorf. Poi i piedi buoni servono solo a fare possesso palla in attesa del fischio finale. L'unico brivido viene dallo sfortunato Delvecchio, che si fa nuovamente male a un ginocchio ma poi si rialza. Chissà se ce la farà anche l'Ascoli.
Il Milan sta giocando il suo miglior calcio nel momento cruciale della stagione. L'onda lunga dell'impresa di Champions a Monaco di Baviera travolge il Messina. I rossoneri vincono 3-1 con gol di Kakà e Favalli nel primo tempo, di Ronaldo nella ripresa, e sfiorano la goleada, scongiurata solo da un ottimo Paoletti, rischiando quasi nulla (Masiello ha segnato al 3' di recupero). Per la prima volta in stagione, in attesa del posticipo Inter-Palermo, i rossoneri, quarti in classifica, sarebbero qualificati per la prossima Champions League, seppur partendo dai preliminari. La squadra di Ancelotti, che pure aveva concesso un turno di riposo ai vari Seedorf, Maldini e Inzaghi, ha chiuso la gara già nella prima mezz'ora, contro una formazione affamata di punti in chiave salvezza. E così ha potuto giocare la ripresa con il freno a mano tirato, centellinando le energie. Per il Messina prestazione deludente, contestata dai tifosi.
EFFETTO MONACO - Il Messina parte forte. Pestrin ci prova di destro e di sinistro, senza fortuna. Masiello scalda Dida con il suo mancino: la conclusione angolata è deviata in angolo dal portiere brasiliano dei rossoneri. Ma il Milan alla prima incursione va subito in vantaggio. Kakà, a tratti irresistibile, "spara" un destro potente da fuori area, forse sfiorato di testa da Kaladze: Paoletti è battuto. La partita del Messina finisce qui. I siciliani spariscono dal campo, sgonfiandosi come un palloncino. Il Milan cavalca l'onda lunga di Monaco di Baviera: è in fiducia, macina gioco e crea occasioni una dietro l'altra. Kakà sfiora per due volte il raddoppio: ottimo Paoletti in entrambe le circostanze. Poi arriva il 2-0: sinistro vincente di Favalli che sfrutta un suggerimento intelligente in profondità di Gourcuff. Per il terzino sinistro ex Lazio è il secondo gol consecutivo dopo quello di Empoli, e pensare che il centro precedente risaliva al maggio 2003. Il Milan esonda e sfiora la goleada: Cafu e Kakà vanno vicini al terzo gol, Gilardino se ne divora uno da due passi calciando su Paoletti, ancora strepitoso. Al riposo è 2-0 Milan. ECCO IL IL GOL DI KAKA'
RONALDO GOL - Nella ripresa il Milan continua a fare la partita. Il Messina al massimo riesce a ripartire in contropiede, con qualche volata del guizzante Alvarez. Ma Riganò in avanti è solo come un eremita: i palloni scarseggiano ed è sempre raddoppiato. Allora Giordano inserisce, dopo 10', un'altra punta. Dentro Floccari al posto di D'Aversa. Cambia poco. Il Milan sfiora ancora la rete con Kakà e Gilardino (troppo impreciso sottoporta), il terzo gol lo trova il solito Ronaldo con un bel destro dalla grande distanza. Nel recupero segna Masiello. Ma al Milan va bene così: è la terza vittoria in otto giorni dopo quelle con Empoli e Bayern.
Il calciatore utilizza la sua fama internazionale per far conoscere i problemi della fame nel mondo.
Kaká è un calciatore brasiliano famoso ovunque, con moltissime partite vinte e gol segnati nella nazionale brasiliana e nel Milan.
Ha partecipato con grande impegno al progetto italiano del videogame Food Force, prestando la sua voce come narratore dell’intero gioco: “Mi sono divertito – ha raccontato – ma prima ancora di divertirmi, ho imparato molte cose. Questo gioco è importante per i bambini, che fin da piccoli possono capire quanto sia fondamentale aiutare gli altri e quanto sia impegnativo il lavoro umanitario”.
Kaká è il più giovane Ambasciatore Contro la Fame del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (PAM). Il giorno della sua nomina, nel novembre del 2004, ha espresso il desiderio di sostenere l’agenzia delle Nazioni Unite nella lotta contro la fame: “Devo molto al calcio. Adesso vorrei dare qualcosa anch’io regalando un po’ di speranza a quei bambini affamati, meno fortunati di me. È un vero onore aiutare la squadra del PAM a sconfiggere la fame nel mondo”.
MONACO DI BAVIERA (Germania) - Il Milan è una squadra di marpioni che conoscono bene la Champions League, la sua atmosfera, i suoi segreti. Soprattutto gli avversari. Doveva vincere all'Allianz Arena e lo ha fatto meritatamente: adesso è in semifinale e affronterà il Manchester United. La squadra di Ancelotti è stata quasi perfetta nel primo tempo, ha sofferto nella ripresa. Ha saputo fermar bene il Bayern all'inizio e lo ha colpito poi al momento opportuno con un gran gol di Seedorf e con Inzaghi che ha fatto (in offside) ai tedeschi il sesto gol personale. Per ironia della sorte il baldanzoso Kahn alla vigilia aveva detto che Inzaghi è uno come tanti.
Comunque i rossoneri sono apparsi, nei 180', meritevoli della qualificazione. Il Bayern ha chiaramente deluso: a San Siro è stato salvato dalle prodezze di Van Buyten. Hitzfeld, che aveva dovuto rinunciare a Sagnol, Demichelis e Scholl, all'ultimo momento ha perso anche Schweinsteiger, evidentemente molto importante per il gioco bavarese. Così ha mandato Lell in campo. Recuperati invece Kahn (maluccio) e Van Bommel (bene). Ancelotti, oltre allo squalificato Gilardino e all'ineleggibile Ronaldo, ha dovuto fare a meno di Brocchi. Così è stato Inzaghi (affiancato da Kakà) l'unico vero attaccante rossonero.
Anche se nelle ultime ore aveva avuto dei problemi muscolari, bisogna dire che Superpippo e Seedorf hanno demolito la lenta e malmessa coppia centrale bavarese Lucio e Van Buyten, presi spesso d'infilata. Dopo una continua e pericolosa offensiva iniziale del Bayern (all' 8' Oddo ha salvato a porta vuota su tocco di Lell; al 12' Podolski solo sulla sinistra ha tirato su Dida), il Milan ha cominciato ad attaccare.
Dopo una girata di testa (maldestra) di Inzaghi su traversone da sinistra di Jankulovski, il gol che ha gelato l'Allianz Arena. Lo ha segnato Seedorf (in gran serata), raccogliendo un suggerimento di Kakà. L'olandese ha ricevuto, si è girato, si è allargato sulla destra e di destro ha trafitto Kahn in diagonale. Un gol che ha messo in crisi il Bayern. Inzaghi ha messo alto di testa su traversone di Oddo e poi ha firmato il raddoppio: Gattuso di prima-Seedorf di tacco-Inzaghi (in offside) solo al centro: due passi e palla sotto la traversa.
A questo punto sullo stadio bavarese è calato il silenzio: Podolski al 41' non è riuscito a tirare da due passi, il Milan ha trovato praterie in contropiede, ma non ne ha approfittato. Così Hitzfeld nella ripresa ha inserito Santa Cruz, avanzando Salihamidzic e arretrando Lell nel tentativo di dare spessore alla manovra d'attacco. Il Milan ha aspettato il Bayern che ha premuto pesantemente creando qualche situazione difficile per i rossoneri: al 12' Van Bommel ha sparato a fil di palo e poi al 18' ha impegnato Dida in una bella parata.
Con Pizarro al posto dell'evanescente Makaay, il Bayern ha cercato di diventare sempre più offensivo. Poi il neo-juventino Salihamidzic ha fatto un fallo da espulsione su Nesta: solo ammonito. Mejuto Gonzalez non ha avuto coraggio. Una occasione mancata da Kakà al 20', una da Salihamidzic. Visto il Milan sotto pressione, Ancelotti ha inserito Serginho ed escluso Inzaghi.
Successivamente Gourcuff ha rimpiazzato Seedorf. C'è stato un colpo di testa di Pizarro parato, un bel selvaggio di Nesta su rasoterra di Van Bommel, un salvataggio di piede di Dida su tiro di Van Buyten e una forte pressione del Bayern. Ma la cittadella rossonera ha resistito e il Milan ha raggiunto esausto (ma felice) il traguardo. Da adesso in avanti, solo inglesi.
Clarence Seedorf lo hizo posible. El holandés, ex del Madrid, se marcó un partidazo en Múnich, logró un gran gol que acalló en el 27' a la enfervorizada afición del Bayern y con un taconazo magistral le dio el segundo en bandeja a un Inzaghi que le marcó su sexto gol a Kahn en Champions. El Bayern, ese viejo ogro, cayó a la lona y, aunque en la segunda parte se levantó y trató de enganchar algún directo que le hiciera ganar por la vía rápida, se encontró con un Milán con mandíbula de acero.
Así que el Milán avanza y salva el honor del Calcio en Europa, aunque ahora le espera un hueso duro de roer, el United. Dos superdestructores frente a frente que brindarán a Europa el lujazo del duelo de sus almirantes, Cristiano Ronaldo y Kaká, la armada invencible que Calderón quisiera en el Bernabéu.
El partido, además, no siginificó el adiós de Paolo Maldini a Europa, algo con lo que jugaba la Prensa alemana. Il Bello tiene dos partidos más por delante para sentar cátedra mientras que Kahn, King Kahn, sí que se despidió de Europa de la peor forma posible: encajando dos goles en casa y dejando la sensación de que al menos uno era parable...
Posible revancha de Estambul
Las casualidades del sorteo han provocado que Milán y Liverpool, los protagonistas de la increíble final de hace dos temporadas, puedan volver a cruzarse en el último partido, en esta ocasión en Atenas. Eso sí, antes tendrían que deshacerse de Manchester, en el caso de los rossoneri, y Chelsea, en el caso de los de Rafa Benítez.
MONACO DI BAVIERA, 10 aprile 2007 - L'allenamento di rifinitura del Milan all'Allianz Arena di Monaco comincia alle 18.30 col classico torello di riscaldamento. Tre cerchi di rossoneri. Nel più folto finisce sempre in mezzo il gigante Kalac, che non ha piedi dolcissimi: sembra un ripetente in un girotondo di compagni più piccoli. Lo stuzzicano, l'australiano sacramenta in inglese, gli altri ghignano. Se la cava meglio Ancelotti nel cerchio più piccolo: ha conservato piedi da centrocampista. Pirlo centra il riflettore di una tv tedesca che stava azzardando il collegamento in diretta. Galliani, con sorprendente cravatta scura, intrattiene una decina di intervistatori. Serata tiepida, dopo una giocata calda e soleggiata. In un parco della città, non lontano dallo stadio, dei ragazzi hanno fatto surf sulle rapide di un fiume. Baviera alla californiana.
Alle 18.45 Ancelotti distribuisce le pettorine gialle a Dida; Bonera, Costacurta, Nesta, Kaladze; Cafu, Gourcuff, Ambrosini, Favalli; Kakà; Inzaghi. Dopo venti minuti di scatti, si gioca la partitella. Contro i gialli, si schierano: Kalac; Oddo, Simic, Maldini, Jankulovski; Tassotti, Gattuso, Pirlo, Serginho; Seedorf; Oliveira. A bordo campo anche il coach di basket Alberto Bucci, amico di Carlo Ancelotti. 4-0 per i gialli: gol di Inzaghi (2), Gourcuff e Kakà.
Le pagelle del giorno prima dei probabili titolari DIDA Poco impegnato in partitella, strappa applausi nella raffica di tiri finali. Medita la partita del rilancio, dopo l'andata balorda: REATTIVO. ODDO Gli rotola un pallone tra i piedi alla fine del torello e lo scaglia di prima verso la porta: traversa: VOGLIOSO. NESTA Collauda la saracinesca da tirare giù in faccia al Bayern: infatti gli avversari non fanno un gol: ERMETICO. MALDINI Dopo un paio di tackle robusti, invita i compagni a non controllare l'impeto. E' il primo a rientrare in spogliatoio. Deve centellinare le energie: PRUDENTE. JANKULOVSKI Davanti a lui corre Serginho: uno stimolo in più. La concorrenza del brasiliano è tornata pressante: CARICO. GATTUSO Rimane in campo per ultimo a palleggiare con Tassotti. Quando si accendono le telecamere, tutti ammirano un centrocampista che ringhia. Dovrebbero essere rese pubbliche anche queste immagini: un professionista che sgobba più di tutti per migliorare tecnicamente: ESEMPLARE.
PIRLO Toccato quasi subito duro da Kaladze. Ancelotti si preoccupa, quasi arrabbia: "Ve l'avevo detto! Entrate piano...". E' l'ultimo che vorrebbe perdere: INSOSTITUIBILE.
AMBROSINI Gran gol all'incrocio nella raffica di tiri finale. Merita applausi e una pacca sulla spalla di Ancelotti. Quando la qualificazione scotta, lui risponde. Ricordate Eindhoven? IN ATTESA. KAKA' Suo il quarto gol dei gialli: meraviglioso. Doppio dribbling e palla accarezzata nell'angolino. Il gruppetto di milanisti che osserva, s'incendia. La prova generale del capolavoro che serve al Milan? PROMETTENTE.
SEEDORF raffica di tiri, dopo la partitella. Traversone da sinistra, Clarence si lancia parallelo al terreno e sforbicia in rete. Bellissimo. I milanisti al seguito applaudono a lungo. Sono gli applausi che San Siro, di recente, fatica a concedergli. Forse è il milanista che meno soffre la trasferta: PROFETA FUORI PATRIA. INZAGHI Il più seguito. Segna i primi due gol della partitella. Il primo con un rigore angolatissimo, il secondo con un bel diagonale al volo. Impegna ancora Kalac con un destro potente. Due gol come quando stese il Bayern qua dentro, nel suo giardino. Non scatta secco, non rischia i muscoli convalescenti. Ma si muove. E segna. A fine si merita anche i complimenti e la stretta di mano di coach Bucci: CALDO. ANCELOTTI Racconta che Berlusconi lo ha appena chiamato e gli ha dato i soliti consigli: ma l'Edilnord ha mai battuto il Bayern Monaco? SERENO
Il Milan aveva in pugno la vittoria nell'andata dei quarti di finale di UEFA Champions League contro il [FC] Bayern [München]. Il fatto che ci sia sfuggita dalle mani non ci ha fatto lasciare San Siro con il sorriso in faccia. Non penso però che dobbiamo disperarci per questo. Il Bayern merita rispetto, non solo per la loro tradizione ma anche per il numero di ottimi giocatori che ha a disposizione. Però credo che il Milan possa vincere a Monaco. Ho la sensazione che potrebbe diventare una di quelle serate storiche per noi.
Aspettative
La partita a Milano ha già dimostrato che entrambe le squadre possono soddisfare le aspettative della gente. So che molti si concentreranno sulle polemiche scaturite da qualche decisione arbitrale, compresa quella sul rigore che ci ha dato il 2-1, ma per favore lasciatemi fuori da queste discussioni senza significato. Accusare l'arbitro è diventato un cliché e non penso sia giusto criticare una decisione che va presa in una frazione di secondo. E' facile criticare dopo aver visto i replay in TV.
Superpotenza
Qualcuno a Monaco la penserà diversamente, ma credo che il Milan abbia dominato a San Siro dimostrando di essere superiore al Bayern. Questa deve essere la nostra convinzione in vista del ritorno. Sappiamo di poterli dominare anche davanti ai loro tifosi. Non dico che sarà sicuramente così, ma abbiamo le capacità per farlo. Il Milan è una superpotenza della Champions League proprio perché delude molto raramente in questa competizione.
Forza mentale
Abbiamo avuto una stagione complicata ma credo che questo ci renda ancora più pronti a una sfida difficile come quella di Monaco. Non penso ai gol che ho segnato nella competizione anche se ognuno è speciale. Certamente avrei sorriso a inizio stagione se qualcuno mi avesse pronosticato come capocannoniere della competizione. I gol si segnano per la squadra e proverò a realizzarne altri per portare il Milan sempre più avanti. Ma se sarà un altro giocatore a segnare, per me sarà esattamente la stessa cosa.
Grande sfida
I giocatori del Bayern sanno che il loro vantaggio è minimo e non credo che difenderanno lo 0-0 davanti ai loro tifosi. Le grandi squadre non lo fanno. Sarà però il Milan a dover fare la partita per cercare il gol. Dovremo essere intelligenti e usare la nostra classe e la nostra esperienza per mettere in difficoltà la loro difesa. Questa sfida e tutto meno che chiusa e sono certo che entrambe le squadre sono pronte a darsi battaglia.
Per una volta Silvio Berlusconi preferisce far parlare il suo volto. Non ha nessuna voglia di raccontare cosa non ha funzionato, cosa c’è che non va in questo Milan. Lo sguardo è torvo nei confronti di tutti, il passo è spedito. Insieme a lui, quando cerca di sgattaiolare dalla mix zone passando da un’uscita secondaria ci sono il presidente del Torino Urbano Cairo e il commissario tecnico azzurro Roberto Donadoni. «Non voglio commmentare niente, arrivederci» dice. Poi sale in auto e saluta. Non parla ai giornalisti, ha parlato invece a lungo con Galliani, chiuso in una stanzetta adiacente allo spogliatoio. Eppure il suo Milan sembra ancora crederci. Ancelotti è stanco e deluso, ma trova lo stesso la forza di lanciare messaggi positivi: «Dobbiamo sforzarci d’accantonare questa partita, l’amaro in bocca che abbiamo e guardare avanti. Meritavamo di vincere, nel finale abbiamo assistito ad una vera e propria beffa». Quando gli dicono che la squadra è calata nel finale ha un sussulto d’orgoglio: «Non mi pare proprio. Nel primo tempo ci hanno annullato un gol regolare, la squadra ha retto bene anche nel secondo tempo. A Monaco dobbiamo essere in grado di fare la stessa partita, mantenendo lo stesso atteggiamento. L’impresa è possibile».
Adriano Galliani cerca di nascondere il suo disappunto per la prestazione di Dida, ma non ci riesce: «Mi chiedete se Nelson era dispiaciuto per gli errori? Non lo so, ero dispiaciuto io». Anche Ancelotti non lo scagiona: «Sul primo gol non ha nessuna colpa, sulla seconda rete magari potevamo tenere più alta la linea difensiva e allontanarli dall’area, ma l’azione è stata viziata da un fallo di Santa Cruz». Galliani analizza anche la partita: «Abbiamo giocato meglio del Bayern e siamo meglio di loro. Raramente come questa sera il risultato non rispecchia l’andamento della partita, nel calcio capita ma oggi più di altre volte. Il Bayern non ha mai tirato in porta i loro due gol sono nati da un rimpallo con la spalla e forse da un fallo. Anche Berlusconi era dispiciuto del risultato, meritavamo di vincere». Poi spiega: «Il gol di Gilardino era buono, ma capita di sbagliare un fuorigioco, è senza dubbio più fastidiosa l’ammonizione che non c’era. Se avessimo vinto anche solo due a uno tutti i discorsi sarebbero stati diversi. Nell’intervallo si diceva che questo era il miglior Milan della stagione».
C’è rammarico soprattutto per l’operato del direttore di gara, il tanto bistrattato signor Baskakov, definito inadeguato alla vigilia da Rummenigge. Maldini è arrabbiato: «C’era il gol di Alberto non c’era la sua ammonizione e ora viene anche squalificato. La sua assenza a Monaco è una doppia beffa che complica le cose in vista del ritorno, perchè già siamo pochi attaccanti». Il preparatore atletico rossonero Daniele Tognaccini al fischio finale non ce l’ha fatta e mentre tornava negli spogliatoi ha lanciato inviti poco pacifici a Rumenigge memore delle sue parole sulla designazione. Kakà, invece, preferisce evitare l’argomento, anche se ammette: «Su di me c’era un rigore nel primo tempo il fallo è stato di Lucio, l’altro, invece, non c’era». Poi un messaggio di speranza: «A Monaco cercherò di caricarmi la squadra sulle spalle per fare un’impresa storica». Quella di ieri sera verrà catalogata come una serataccia. Era già iniziata male. Il nerazzurro Patrick Vieira infatti aveva detto: «E’ difficile capire tutto quello che è accaduto la scorsa stagione e perché al Milan sia stato concesso di disputare la Champions, la gente avrà sicuramente un’opinione diversa dalla mia, ma a me resta difficile comprenderlo».
ODDO: "Siamo soddisfatti della prestazione perchè è stata molto positiva nel primo tempo e positiva nel secpondo. I gol sono arrivati in circostanze molto casuali. Quando prendi gol qualche errore si fa, ma nel computo totale ci potevano stare 3, 4 gol di scarto. siamo entrati nello spogliatoio convinti che a Monaco il risultato può essere dalla nostra parte. Non abbiamo praticamnete mai subito, la fase difensiova è stata quasi perfetta. Solo nel secondo tempo abbiamo abbassato un pò la linea difensiva e li abbiamo subito. Il Milan, a Monaco, deve giocare da Milan e potrà farcela".
NESTA: "Per la mia condizione sono contento, mi mancano ancora i 90 minuti. Sul finire della partita sento che mi cedono le gambe, però è solo questione di tempo. La partita è andata come è andata, però abbiamo dimostrato di essere grandi. I 2 palloni vaganti che sono arrivati in area di rigore sono stati decisivi. Era tanto che non vedevo un Milan come quello del primo tempo. Loro non sono questi fenomeni e non sono certo più forti di noi. Nello spogliatoio, alla fine della partita, c'era un pò di sconforto, ma poi non puoi far altro che tirarti su di morale e pensare che devi reagire per dare il meglio di te e cercare di superare il turno".
MALDINI: "C'è delusione per il risultato, ma si gioca e ci si qualifica nell'arco dei 180 minuti. C'è rammarico, ma soddisfazione per la prestazione. Loro non hanno mai tirato in porta e noi non abbiamo concesso quasi nulla. Hanno fatto gol su due palle sporche. Il fatto che non ci sia Gilardino complica un pò di più le cose. Giusto difendere Dida, perchè non mi sembra colpevole sui due gol. Loro nel ritorno non cambieranno molto, sono quelli che abbiamo visto stasera".
JANKULOVSKI: "Sarà dura passare il turno a Monaco, perchè sono forti e in casa si chiuderanno. Non attacchiamo Dida, perchè non è colpevole. Sapevamo che questa partita non sarebbe stata facile, ma volevamo vincerla e per questo siamo rammaricati, perchè potevamo farlo".
KAKA': "Mi è piaciuta la squadra per l'atteggiamento che ha avuto e per lo spirito, che era quello giusto. Il pressing ha fatto la differenza. Il Milan ha costruito la sua storia con grandi sfide e con grandi imprese e la prossima potrà e dovrà essere una di queste. Cercherò di caricare la squadra anche con queste parole, perchè è importantissimo. Sull'arbitraggio preferisco non dire nulla. Il pubblico mi ha caricato molto, ci è stato vicino tantissimo e ad un certo punto proprio il pubblico mi stava aiutando a segnare il secondo gol, poi invece lo hanno trovato loro, nel finale. Stasera siamo stati superiori e possiamo esserlo anche nella partita di ritorno".
GILARDINO: "Sono amareggiato, perchè abbiamo fatto un ottimo primo tempo, siamo stati sfortunati ed è stato bravo il portiere avversario, perchè ha evitato il raddoppio. In questi 90 minuti abbiamo dimostrato di giocare un buon calcio; abbiamo avuto altre occasioni per trovare il secondo gol. E' stato clamoroso l'errore del collaboratore dell'arbitro in occasione del mio gol annullato. In quell'occasione sono stato anche ammonito e mi spiace perchè ero diffidato e non potrò giocare nel ritorno. E' un grosso dispiacere non giocare a Monaco, ma per stasera è ancora più un dispioacere aver subito la seconda rete. Mancavano 30 secondi alla fine e l'arbitro poteva anche fischiare il fallo commesso da Santa Cruz. Abbiamo carattere per far vedere che il Milan è capace di andare a vincere in trasferta, anche a Monaco. Loro sono bravi a livello fisico, ma se vengono presi con la palla bassa li puoi mettere in difficoltà. Ora, però, dobbiamo pensare all'Empoli, perchè è troppo importante per il campionato. Noi contueremo a credere nel passaggio del turno perchè è quello che dobbiamo fare e perchè ci crediamo noi per primi".
Em 2002, Rivaldo foi uma das grandes estrelas da conquista do pentacampeonato mundial da seleção brasileira na Coréia do Sul e no Japão. Só que o técnico Carlos Alberto Parreira não teve dúvidas na hora em que sentiu a queda de rendimento do craque. Tudo porque havia um substituto preparado para o início de um novo ciclo: o jovem Kaká.
Revelado no Torneio Rio-São Paulo de 2001, o jogador nunca foi unanimidade no São Paulo, apesar de belas apresentações que renderam uma convocação para o Mundial de 2002. Na conquista da Ásia, foi levado pelo técnico Luiz Felipe Scolari para aprender, como aconteceu, por exemplo, com Ronaldinho em 1994.
Além da competência, Kaká também teve muita sorte na carreira. Em 2002, não estava na lista inicial de Felipão, mas ganhou a chance por causa de um ato de indisciplina do polêmico Djalminha, que vinha sendo convocado constantemente pela comissão técnica.
Ainda por cima, em 2003, recebeu uma proposta irrecusável para jogar no Milan, da Itália. A partir daí, começou a ganhar o status de um atleta de ponta do futebol mundial. Logo na primeira temporada, convenceu o técnico Carlo Ancelotti que merecia a condição de titular.
Na visão de Kaká, a ida para o Milan foi fundamental em seu crescimento profissional e a afirmação na seleção brasileira. “Com o tempo, me sinto ainda mais adaptado para jogar na Europa. Acho que tenho evoluído bastante e até marcado mais gols pelo Milan”, explicou.
Atualmente, com somente 24 anos, é a principal estrela do time italiano ao lado do ucraniano Shevchenko. Tanto que conta com grande respeito de seus companheiros de clube. “O Ricky (um dos apelidos de Kaká) é um jogador formidável, é jovem e, como eu, ainda tem muito a melhorar. Tem uma classe extraordinária e é um rapaz excepcional, inteligente. Sabe estar com os outros. Com ele, pode-se conversar sobre qualquer assunto”, disse o atacante Gilardino, que deve atuar pela Itália no Mundial.
Na seleção brasileira, Kaká começou a se firmar a partir de 2004, já que Rivaldo ainda teve a chance de jogar no início das Eliminatórias para a Copa de 2006. Porém, o titular do Mundial da Coréia do Sul e do Japão passou por momentos complicados, no Milan e no Cruzeiro, e ficou bastante tempo sem clube.
Na Alemanha, Parreira já confirmou que Kaká será um dos integrantes do quarteto mágico. Com a fase instável de Ronaldo e Adriano na temporada européia, a expectativa é que o jogador brilhe ao lado do melhor do mundo, Ronaldinho Gaúcho, na busca do hexa.
Kaká não esconde a vontade de ser um dos principais astros na Alemanha. Até por isso, o jogador se preocupa com o desgaste físico que foi submetido na temporada da Itália. “Eu me programei para fazer uma excelente preparação para a Copa do Mundo”, avisou.