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| 01 Sep 2007 08:27:49 am |
Antonio Puerta también levantó la Supercopa del Milan |
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Desde la banda del cielo, Puerta presenció la victoria del Milan en una Supercopa que va de lleno para la zurda de diamantes del Pizjuán. Los de Juande, que se adelantaron con un gol de Renato, no pudieron dedicarle el triunfo a Antonio; pero, el Milan, un club señor con mayúsculas, le dio la vuelta al asunto con tantos de Inzaghi, Jankulovski y Kaká y quiso regalar al protagonista del choque la Supercopa. Puerta, presente en las camisetas de los dos equipos, en la grada y en los corazones de todo el mundo, no se quiso perder uno de los duelos más emotivos de la historia del fútbol. Va por tí, Antonio.
El zurdo sevillano se pasó por Mónaco. Los dos equipos llevaron su nombre en la camiseta y las aficiones de Milan y Sevilla se hermanaron para brindarle un precioso homenaje al jugador número doce de este Sevilla. Así las cosas, y aunque sea más que complicado, tocará hablar de fútbol, sin dejar de lado un homenaje que dejó la piel de gallina a Europa. Alves, por cierto, volvió a recuperar su sitio en el lateral derecho nervionense.
Los de Juande, a los que les costó entrar en el partido, le hicieron el primer regalo a Puerta en torno al cuarto de hora de asunto. El Milan mandó antes un tiro al palo y, ayudado por Dida, se vio en desventaja minutos después. Renato aprovechó la nefasta salida del meta rossonero, materializando un servicio de Duda desde el córner. Como no podía ser de otra manera, el tanto tenía punto de mira. El Sevilla, lanzado por el 0-1 y por un Poulsen antológico en el centro de la defensa, comenzó a poner en escena sus contras 'marca de la casa' que estuvieron muy cerca de derrumbar los cimientos del campeón de Europa. Los servicios teledirigidos de Duda y la presencia de Kanouté molestaron demasiado a un Milan que no estuvo nada cómodo. En el segundo asalto, el Sevilla se acordaría, eso sí, de no finalizar esos contragolpes de escuela.
A Pirlo le apeteció...
Tras el paso por vestuarios, las figuras milanistas, muy desaparecidas en los primeros cuarenta y cinco minutos, se destaparon y le dieron la vuelta a la película. Un Pirlo de cine sacó su repertorio a escena y dejó para grabar un pase de tacón y otro desde el círculo central que originaron los dos tantos transalpinos. Inzaghi y Jankulovski, éste con un zurdazo raso impecable, pusieron el 2-1 en el marcador.
El Sevilla se vio obligado a cambiar de registro y agarró el cuero con toda la ilusión del mundo; pero... este Milan es mucho Milan. Los de Ancelotti plantaron el cerrojo en su territorio e impidieron que el Sevilla se acercase al empate y le complicase la vida a Dida. Ya en el tramo final, Kaká aprovechó el rechace de un penalti que le paró Palop para dar una muestra de señorío. El brasileño, como Seedorf al ser sustituido, se acordó de Puerta. La izquierda que cambió la historia sevillista andaba por allí.
dal sito www.marca.com |
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| 01 Sep 2007 08:23:02 am |
Troppo Milan per il Siviglia |
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MONTECARLO (Monaco), 31 agosto 2007 - Alla fine, dopo la tormentata vigilia, è ancora Milan. La squadra di Carlo Ancelotti conquista la sua 5ª Supercoppa europea battendo sonoramente 3-1 il Siviglia in una partita dai due volti. Il primo tempo è di marca spagnola con un gol di Renato, all'insegna del bel gioco. Nella ripresa i rossoneri si scrollano di dosso emozioni e indecisioni, ribaltando il risultato con Inzaghi e Jankulovski, fino al sigillo di Kakà. Una prova di forza contro un avversario straordinario che, con la sfida di Atene alle porte, se la gioca fino in fondo.
COME AD ATENE - Con la formazione della finale, con Kaladze al posto di Maldini rispetto al 23 maggio, il Milan fa gli ennesimi conti con la storia. Ha di fronte il Siviglia che Juan Ramos mette insieme con abilità, costruendo una formazione ad hoc per i rossoneri. Mischia le carte il tecnico spagnolo; schiera Poulsen in difesa e Renato al Fianco di Kanoutè.
SUBITO IN GIOCO - Nel ricordo di Antonio Puerta, dopo un minuto di raccoglimento da brividi, il Siviglia mostra subito il suo lato migliore, pressando il Milan e mantenendo la squadra molto alta. Un segnale lo regala Renato con un tiro dal limite che si perde a lato dopo 3'. Ma il Siviglia rischia nel gioco di rimessa del Milan che, due minuti dopo, alla prima azione offensiva, spreca il vantaggio: Pirlo pesca in area Inzaghi che al momento del tiro viene preceduto da Kakà che scarica sul palo.
PIU' SIVIGLIA - I timori della vigilia si sgretolano in fretta; la sfida possiede tutti i crismi della partita vera. Milan e Siviglia badano al sodo, senza risparmiare nulla. Ma sono gli spagnoli a convincere di più: spingono sull'acceleratore, non perdono mai il ritmo e puntano diritto verso Dida. E il gol non tarda a venire. E' il 14' quando su palla inattiva, con la difesa distratta, Renato colpisce di testa da distanza ravvicinata beffando Dida, già gabbato da una leggera deviazione di Oddo. Al Milan manca la convinzione necessaria e probabilmente anche un pizzico di cinismo e di cattiveria agonistica, contrapposti al beffardo andirivieni degli iberici, bravi a coprire tutti gli spazi e attenti in fase di copertura.
SENZA TESTA - Nesta al 25' è gigantesco a salvare sulla linea sul tocco di Renato a porta vuota, dopo un numero di Kanoutè che evita Dida. E a proposito del portiere brasiliano, riaffiorano le ombre delle sue indecisioni; frastornato e poco reattivo sembra essersi incanalato in una sua tipica serata no. Al 31' Seedorf spreca in tuffo di testa, confermando il molle approccio alla partita dei rossoneri che si sono persi sul palo di Kakà. Sia ben chiaro, tecnicamente il Milan è superiore, ma la testa sembra altrove. Piedi a terra e concentrati, invece, quelli del Siviglia che non intendono concedere nulla ai rossoneri, incredibilmente incapaci di metterla dentro al 36', sul rasoterra di Ambrosini che viene mancato da Inzaghi e Kakà. Sono in troppi sottotono. Oddo manca all'appello concedendo troppi spazi sulla sua fascia. E c'è chi, come Kakà, insista troppo nel ricercare la soluzione personale scontrandosi con raddoppi micidiali. Il gol del Milan a dire il vero arriva, dopo un salvataggio di Poulsen, ma il gol di Inzaghi, al 47', viene annullato da Plautz per fuorigioco.
UN ALTRO MILAN - Ben diverso l'atteggiamento del Milan nella ripresa. Possesso di palla, tocchi di prima e molto più carattere, spingono all'indietro il Siviglia. Fondamentale la decisione di giocarsela senza restrizioni psicologiche. Così arriva il pareggio di Inzaghi (ma guarda un po') che spinge in rete di testa un delizioso assist di Gattuso: per il bomber è il gol numero 59 in Europa! Duda manca d'un soffio il 2-1, ma invece non sbaglia Jankulovski che con un sinistro al volo alla Totti incrocia e batte Palop sul lancio di Pirlo. Il Siviglia non sta comunque a guardare, anche se la stanchezza si fa sentire: Kerzhakov rileva Martì, regalando più muscoli alla manovra.
ATTENTO - Ma il Milan ora è più attento, anche se perde Gattuso, colpito duro alla testa in uno scontro: Ancelotti fa esordire Emerson, un mattone a centrocampo per tenere duro. Entrano anche Maresca e Luis Fabiano (fuori Duda e Escudè). Ininfluenti, anche perché al 41' Plautz concede un giusto rigore per un fallo su Kakà; batte il brasiliano, Palop colpito al volto dal destro di Kakà respinge, ma Ricardo ribadisce in rete. Non c'è più storia; resta impressa l'immagine di Seedorf che lascia il posto a Brocchi e mostra al pubblico il nome di Puerta sulla sua maglia. Standing ovation.
dal sito www.gazzetta.it |
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